Hello October

Dentro di me, non ho mai abbandonato Ana. Anche quando dovevo mangiare brioches e granite in colazioni “alla catanese”. Ho sempre cercato di riequilibrare un pasto troppo abbondante con uno assai più parco. Un giorno di pasti troppo abbondanti con un altro di semi-digiuno. Ho cercato di bruciare più calorie possibile senza tuttavia sperperare le mie energie. E così…sono dimagrita di sei kg e mezzo. Adesso le mie gambe sono belle. Si vedono i muscoli laterali delle cosce. Frontalmente, si vede che sono storte, così come il busto, a causa della scoliosi, pencola da un lato. Però, magro e storto è sempre meglio che grasso e storto. Avverto un senso di pulizia e benessere, di rinnovamento. E so che queste belle sensazioni potranno non abbandonarmi mai. Voglio dimagrire di altri sei chili e mezzo, nel tempo. Voglio liberarmi di ogni zavorra e acquisire sicurezza, riprendermi la libertà che in realtà non ho avuto mai, nemmeno da adolescente quando pensavo di averla perché facevo follie e invece ero soltanto impastoiata dai miei complessi e amori non corrisposti.

L’idea

L'idea

Se soltanto ci piacesse la stessa musica, saremmo buoni amici.

Se soltanto ci piacessero gli stessi libri, saremmo buoni conversatori.

Se soltanto avessimo gli stessi orari e luoghi di lavoro, saremmo colleghi.

A noi piace la stessa musica, ci piacciono gli stessi libri, c’incontriamo ogni giorno agli stessi orari negli stessi posti. Noi siamo colleghi, amici, coetanei e conversiamo proficuamente.

Ma da qualche tempo sento che non c’è soltanto questo fra noi.

C’è la curva della tua bocca, che mi ricorda le montagne di Orione al tramonto che guardavo dalle vetrate, aspettando la cena in mensa, da bambino. La forma squadrata del tuo volto, che mi ricorda la robo-tata con cui crebbi, nella costellazione contigua alla nostra. La sua voce era così rassicurante, con lei non faticavo a prendere sonno. Anche con te, sento che posso rilassarmi e abbandonarmi al sonno ed a qualunque cosa accada. E poi c’è il tuo odore. Sentii dire che alcune piante, s’un pianeta lontano e da millenni dimenticato, producevano fiori il cui odore veniva chiamato “profumo”. Ecco, io credo che il tuo odore si chiami profumo. L’ho detto. Quindi potrei anche dire che sei un fiore. Ma cosa vado a inventarmi, tu sei un individuo organico razionale, esattamente uguale a me. Allora perché sento che tu, e soltanto tu, hai qualcosa che a me manca?

E’ strano. Se lo dicessi a qualcuno, chiamerebbe per me il dottore, penserebbe che stessi male.

Un’idea. Oh, un’idea così strana, priva di qualunque fondamento scientifico. L’ho sentita generarsi mentre mi trovavo vicino a te, quasi che tu me l’avessi suggerita telepaticamente. Ma non poteva essere, perché tu mi stavi mostrando i risultati della tua ricerca, ed i tuoi calcoli, tutti infallibilmente esatti, ed io ti stavo dicendo che sì, era tutto giusto e sorprendentemente utile al nostro progresso… Mentre dicevo questo, sentivo premere dentro di me, con una forza pulsante e sconvolgente, quell’idea. Mi sarebbe piaciuto vederti da bambina, o vedere un tuo figlio (nell’ambito di quell’idea potente, le due cose mi sembravano una). E scorgevo in fondo alla mia mente il tramonto, l’ora di cena, la tata, e si sovrapponevano a te fino a fondersi, e fondermi in te. Pensai che l’ordine universale sarebbe stato realmente maestoso e pieno di grazia se nella sua insondabile sapienza avesse fatto incontrare un tuo ovulo ed un mio seme nei laboratori preposti ai fenomeni generativi. Non ero mai riuscito ad immaginare un evento che fosse più bello e che mi riempisse di altrettanta gioia. Era come se avessi fatto una scoperta insostituibile. Invece era soltanto una stramberia, un’idea assolutamente avulsa da qualsiasi scientificità, come già detto.

E’ successo ancora, mentre sentivo il profumo. Il tuo profumo (solo tu possiedi l’odore che chiamo profumo). L’idea, nuovamente, ha bussato alla mia coscienza e si è mostrata, come cresciuta di nascosto e a mio dispetto, ancora più potente e strana che nei giorni precedenti. Ho sentito di voler vedere nostro figlio. Che i nostri DNA, uniti, avrebbero generato un individuo organico razionale migliore di quelli di tutti i laboratori genetici dello spazio. Le nostre eliche si univano, nella mia mente, come sprigionando raggi di luce trionfante. E’ stato allora che, quasi senza accorgermene, ho posato la mia mano sulla tua, preda della strana sensazione che avremmo potuto compiere quel miracolo solo toccandoci. Per questo ti chiedo scusa.

Che idea strana: generare al di fuori dei laboratori, un individuo privo di mappa genetica, seguendo soltanto i raggi di luce gioiosa di un’estasi immaginativa…

Contare

Mioddìo! 🙂 Ieri ho mangiato un gelato. Il primo gelato della stagione, seduta al tavolino di un bar alla moda, insieme a mio figlio, mentre mio padre, che era uscito con noi, era andato a scegliere una nuova montatura di occhiali.

Piccioni sazi di briciole ma ancora alla ricerca di esse, giovani ciarlieri, madri e figliolanze, compagnie di donne obese, ci assediavano tutt’attorno. Io mi sentivo una dea.

Guardavo il visino angelico di mio figlio che si gustava la sua coppetta di cioccolato e stracciatella con biscotto mentre gustavo la mia, di nocciola e stracciatella, ed ero realizzata.

Per me l’estate non è tale senza gelati e abbronzatura. Nonostante il computo delle calorie e la scoliosi. Alla faccia della Natura matrigna, io voglio godermi la vita secondo per secondo!

Metodi drastici. Be’, siccome non calo di peso come vorrei, faccio quello che non s’ha da fare

Ovvero seguire una dieta detox trovata s’un giornale, accompagnata dall’avvertenza di non seguirla per più di tre giorni consecutivi (seh vabbe’, altrimenti che succede, dimagrisco troppo?)…

Colazione: yogurt magro.

Pranzo: insalata e un panino integrale.

Cena: minestrone senza patate né legumi.

Tra i pasti, infusi drenanti a go-go.

Spero di riuscire a calare almeno in questo modo. Vedremo!

Relax

Ci sono due “voci” mancanti nei consigli trovati su internet per dimagrire in modo estremo: guarda video ASMR, anziché mangiare, per rilassarti; la sera, dopo cena (sia che tu l’abbia saltata o che sia stata assai frugale) bevi camomilla: elimina i crampi da fame.petite-danseuse-au-miroir

The bends

Non so che impatto psicologico abbia su di voi la parola scoliosi. Man mano che dimagrisco (poco, lentamente, ma dimagrisco!), la mia patologia vertebrale diventa sempre più visibile, sia in visione anteriore che posteriore del mio torace. Vita poco definita, un fianco più prominente, l’altro meno (come Elizabeth Taylor, wow). Un lato della gabbia toracica che sporge più sul davanti, l’altro sul dietro. Il collo, storto. La magrezza esalta visivamente questi “difetti”. Adesso ricordo come, da ragazzina, vergognandomi della mia struttura ossea, mi lasciai ricoprire, sempre di più, dal lardo. Dalla ciccia, che confondeva le forme in un ammasso gelatinoso ballonzolante. Meglio la cellulite della scoliosi, pensavo inconsciamente. Adesso che sono più matura, e che il mondo dei teenager, grazie alla presenza di mio figlio, mi affascina, non lo penso più. Ossa evidenti e capelli lunghi sono divenuti il mio ideale. Le mie thinspo più efficaci sono anonime ragazzine e non ultraquarantenni dive holliwoodiane. Un tempo anelavo ad un seno prosperoso. Ora, sono grata alla natura che mi ha poco dotata in quel senso. Voglio essere una ragazzina vecchia e magra. Il mio viso è già cambiato, sopporta meglio uno smokey eyes sbavato e distratto come quello di una quattordicenne dopo un rave party. Giro sempre in leggings e scarpe da ginnastica. Non sono più una signora.elizabeth_taylor_in_bathing_suit

Benvenuto caos…perché l’ordine non ha funzionato.

Tutto nella mia vita procede bene. Meno cibo ingerisco, più sto bene. Ormai, il mio stomaco ha la capienza di una tazzina da caffè macchiato. Cos’è la fame? Mi cibo religiosamente cinque volte al giorno. Ho perso soltanto due chili! Dovrei smettere? Non ne vale la pena? Ma ormai non potrei smettere. E’ così bello mangiare poco! Stay strong.